L’importanza di un buon fucile nella pesca sub

Pesca subacquea, tra corpo umano e tecnologia

Quando si pratica pesca in apnea, tanti sono i fattori, sia fisici che tecnici, che entrano in campo per una esperienza sempre ricca e totalizzante. Infatti, alle doti dell’organismo umano, più o meno insite in ciascuno di noi (e che, in ogni caso, occorre perennemente allenare, come, ad esempio la capacità polmonare, l’istinto, la prontezza di riflessi, la fermezza mentale e quant’altro), si affiancano dettagli tecnici e tecnologici che devono essere in grado di supportare l’attività subacquea rendendola non solo più performante, ma anche più sicura. Ecco, quindi, che entrano in gioco mute, pinne, maschere, fucili e quant’altro, tutti elementi fondamentali per la riuscita di una buona sessione di pesca subacquea.

Ed è proprio su uno di questi elementi che vogliamo soffermarci adesso; un “dettaglio” che, se di livello e se rispondente alle esigenze di chi lo utilizza, può trasformare una “normale” immersione in una sessione di pesca subacquea carica di soddisfazioni: stiamo parlando di Sua Maestà, il fucile subacqueo.

Due tipi fondamentali di fucile

Esistono due grandi categorie di fucili subacquei:

  • i fucili oleopneumatici;
  • gli arbalete.

Entrambe le tipologie di fucile subacqueo compiono la stessa azione: scagliano, cioè, un’asta sulla cui estremità viene montata una fiocina o un arpione.  La differenza sta nella modalità con la quale assolvono a questa funzione: gli arbalete espellono l’asta grazie alla forza che le imprimono per mezzo della rapida estensione di un paio di fortissimi elastici, mentre gli oleopneumatici utilizzano l’aria compressa che agisce su un pistone all’interno della canna.

Ma le differenze tra i due fucili non finiscono qui. Vediamone insieme i pro e i contro.

Fucili da sub, aspetti positivi a confronto

I punti a favore di quelli oleopneumatici sono sostanzialmente tre:

  • sono più maneggevoli perché il loro ingombro è inferiore a quello degli arbalete;
  • hanno un caricamento più rapido;
  • sono in grado di sviluppare una potenza maggiore.

Gli aspetti positivi degli arbalete, invece, sono i seguenti:

  • consentono un miglior puntamento e una linea di mira decisamente più precisa:
  • hanno una struttura più semplice rispetto ai fucili pneumatici e questo ne favorisce l’utilizzo;
  • sono più affidabili, nel senso che, a meno che non si verifichi l’evento eccezionale della rottura dell’elastico, si inceppano molto raramente.

Aspetti negativi a confronto dei fucili da pesca

Analizziamo, adesso, gli aspetti negativi di ciascun tipo di fucile da sub. Gli oleopneumatici, essendo formati da un sistema complesso che, grazie all’aria compressa, genera la spinta sull’asta, necessitano di una manutenzione accurata e costante.

Dopo ogni utilizzo devono essere sciacquati con abbondante acqua dolce per evitare che il sale dell’acqua di mare, una volta asciutto e secco, possa danneggiare in modo irreparabile gli ingranaggi interni. Se questo accade, non resta che smontare tutto e cambiare le parti compromesse e le guarnizioni di protezione.

Gli arbalete, invece, presentano un meccanismo di carica nettamente meno complesso. L’asta, come dicevamo prima, viene spinta violentemente in avanti grazie all’azione di due elastici. Il problema è che la loro durata nel tempo è piuttosto limitata, tant’è vero che la loro sostituzione deve essere effettuata all’incirca ogni due (anche se questo dato, in effetti, risente molto della quantità di tempo in cui vengono utilizzati). Il loro costo medio si attesta tra gli 8 e i 35 euro.

Altro svantaggio, rispetto agli oleodinamici è relativo al caricamento; quello degli arbalete, infatti, necessita dell’impiego di una forza maggiore (specialmente quando gli elastici nuovi sono appena stati montati, oppure non si ha ancora abbastanza esperienza e non si è capaci di svolgere in maniera del tutto ottimale questa operazione).

Altre caratteristiche da tenere in considerazione prima dell’acquisto

Vediamo, adesso, cos’altro occorre valutare con attenzione, in base alle proprie caratteristiche, alle proprie capacità e al proprio livello di esperienza da sub, prima di operare la propria scelta d’acquisto tra un fucile oleodinamico e un arbalete.

Rumorosità: Tra i due tipi di arma subacquea, l’oleopneumatico è certamente più rumoroso dell’arbalete e le onde sonore che produce spesso spaventano la preda. È consigliabile non dimenticare questo aspetto.

Mira: Al momento di prendere la mira, gli arbalete consentono di “allineare” la preda con la punta dell’asta (cosa che non si può fare con gli oleopneumatici, con i quali il bersaglio può essere coperto dalla punta dell’asta, compromettendo, a volte, il successo del colpo).

Potenza: Nei modelli meno complessi, l’asta dell’oleopneumatico è più pesante e la velocità del tiro molto consistente; ne viene fuori una maggiore precisione rispetto agli arbalete.
Se, invece, analizziamo fucili di livello medio alto, succede esattamente il contrario e gli arbalete hanno dimostrato di essere sia più potenti, che più precisi.

Manutenzione

Gli arbalete, con la loro meccanica totalmente esterna sono molto facili da riparare. Gli oleopneumatici, invece, hanno una camera stagna che ripara e contiene il sistema di propulsione. Questo dettaglio lo rende non riparabile, se non da un professionista.

Maneggevolezza

I fucili subacquei oleopneumatici, in quanto a maneggevolezza non hanno rivali. Di ingombro e dimensioni decisamente inferiori rispetto agli arbalete, sono molto più semplici da impugnare e da mantenere in linea sott’acqua.

Cosa leggermente più complicata per gli arbalete per i quali questo aspetto viene limitato dalla presenza dei grossi elastici che, a contatto con l’acqua, le oppongono resistenza, rendendo i movimenti del braccio che impugna il fucile leggermente più difficoltosi.

Un ultimo suggerimento: al momento della scelta definitiva, non dimenticare che l’arma che sceglierai dovrà essere della lunghezza adatta al tipo di pesca subacquea che hai intenzione di effettuare. Questo è una specie di schema che potrebbe tornarti utile:

  • l’arma lunga è consigliata nel caso di “pesca ad aspetto” (oltre i 100 cm);
  • l’arma media è indicata per la pesca all’agguato (80 – 100 cm);
  • l’arma corta, infine, è molto più adatta per la pesca in tana (40 -70 cm).

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